La Patata

Ok allora …. Come primo articolo LA PATATA (il tubero).

Obiettivo: raccogliere patate di buona pezzatura senza interventi chimici contenendo gli scarti da attacco arvicole.

In aperta campagna uno dei problemi principali da tenere sotto controllo sono le arvicole, piccoli topi campagnoli che scavano gallerie nel terreno e si nutrono di radici: patate ed insalate sono le loro preferite. Per limitare il più possibile queste scorribande nel mio terreno ho adottato questi 3 accorgimenti:

  1. Ricci di castagne: durante l’autunno e l’inverno precedenti raccolgo tutti i ricci videauoti che rimangono nel bosco e li sparpaglio sulla particella che in primavera ospiterà le patate. Nella fase di aratura e preparazione del terreno verranno mescolate alla terra con l’obiettivo di divenire un ostacolo “spinoso” per le arvicole che se le troveranno davanti durante la loro opera di scavo delle gallerie.
  2. Deterrenti ad ultrasuoni ad energia solare: li trovate sia nei garden center che nei psuggerimentoiù comuni siti di e-commerce. Hanno generalmente una buona durata (consiglio di smontarli e sigillarli con silicone e nastro adesivo prima di metterli a terra per evitare che imbarchino acqua durante le piogge). Altro consiglio per aumentarne l’efficacia di spostarli almeno una volta alla settimana … se restano sempre nello stesso punto i simpatici animaletti attenzioneimpareranno a considerarli rumori innocui.
  3. Non lasciare troppo le patate nel terreno quando la pianta secca …. Più restano a terra e più tempo avranno gli amici pelosetti per cibarsene.

Preparazione del terreno:

Quest’anno ho dedicato uno spazio di c.ca 120 mq. Che ho concimato ad inizio marzo con stallatico sparso sul campo.

Due-tre passaggi di motozappa alla massima profondità incrociando le traiettorie per preparare il terreno mescolando la parte organica di concime ed i ricci di castagna in profondità.

La semina (22 Aprile 2018):

Il mio “guru anziano” mi dice che è tardi, la tradizione vorrebbe che le si pianti prima; il mio terreno però è molto esposto a gelate tardive e volendo evitare brutte sorprese mattutine ritardo il più possibile la semina, il terreno è un po’ più caldo, la partenza è rapida ed il ciclo si chiude nel giro di 3 mesi con risultati assolutamente soddisfacenti.

Cosa seminiamo? Acquistiamo sementi selezionate delle varietà che riescono meglio dalle nostre parti (io ogni anno ho le mie varietà “sicure” che affianco sempre a varietà da provare).

Strumento insostituibile: la motozappa con rincalzatore montato. Oltre che da rincalzatore questo attrezzo funziona benissimo anche per praticare i solchi di semina dove interrare i nostri semi a circa 30 cm l’uno dall’altro.

Motozappa con rincalzatore ad ali fisse

Motozappa con rincalzatore ad ali fisse

ATTENZIONE: create file distanti a sufficienza per entrare agilmente con la motozappa anche nelle fasi successive.

Parcella appena dopo la semina

Parcella appena dopo la semina

Quest’anno ho seminato sei file di patate così divise:

Prima fila: varietà monalisa


Seconda fila: varietà Kennebec


Terza fila: varietà Desiree


Quarta fila: varietà Liseta


Quinta fila: varietà ….. boh gli scarti mangiati dalle arvicole nella raccolta 2017


Sesta fila: patate blu … eredità del mio “guru anziano”, dovrebbero essere le velvet queen ma non ci giurerei.


Nelle passate campagne ho provato anche le spunta che devo dire non male se non per il fatto che la pezzatura non troppo grande ne accorciava sensibilmente il mantenimento nel periodo invernale.

Mia nonna diceva che in tempi “di magra” lei teneva gli occhi delle patate che puliva per cucinare per poterli usare poi come semi …. Oggi invece, in periodo di “vacche grasse” io semino le patate da seme intere senza nemmeno dividerle, ho l’impressione che la pianta che ne deriva sia più forte soprattutto nelle primissime fasi vegetative.

I sacchi di iuta contenenti le patate da seme non buttateli… Ci serviranno durante la raccolta ….

E se ve le gela? Ovviamente mi è già capitato …. Poi ho deciso di posticipare la seminsuggerimentoa … ecco cos’è l’esperienza …. Arrivi al mattino e sorpresa: gli stupendi germogli della sera prima sono molli, anneriti e “spiaggiati” sul terreno …. Riseminiamo? No, lasciate stare, non toccate nulla … la natura non si spaventa per una gelata, tempo qualche giorno e la patata che sta sotto ributterà nuovi germogli. Anche qui torna in aiuto il seminare patate intere belle “cariche” senza smezzarle per risparmiare nell’investimento economico.

 

La cura della coltura:

due sono le fasi principali che ho affrontato in questa campagna di semina:

  1. La rincalzatura. Quando le piantine sono spuntate per 15-20 cm dal terreno procedo alla rincalzatura sempre usando la mia fidata motozappa con il suo rincalzatore …. Che pacchia poca fatica, rapidità di esecuzione e risultato eccezionale lo consiglio a tutti.

In caso di forte inerbimento prima del forte sviluppo delle piante si può ripetere quest’operazione per eliminare eventuali erbacce tra le file.

E se non c’è la motozappa? … via di zappa a braccia …. Buon divertimento! E ricordatevi, le patate si formano verso l’alto per cui più ricoprite le piante (senza sotterrarle) più tuberi si formeranno.

Parcella a rincalzatura effettuata

Parcella a rincalzatura effettuata

  1. Contenimento della dorifora. Ebbene sì chi non ha mai avuto a che fare con questo bel coleottero? È vero c’è la chimica che potrebbe venire facilmente in aiuto ma potrebbe non essere l’unica alternativa. Negli ultimi due anni ho sempre fatto patate senza insetticidi, completamente a chimica Zero. Certo per i primi due mesi almeno 2-3 volte la settimana devi fare passare pianta per pianta per uccidere gli adulti, le giovani larve (le più voraci) e schiacciare le uova sotto le foglie.

E l’irrigazione? Mai dato da bere alle patate in vita mia …. La primavera 2018 dalle mie parti non è stata avara d’acqua sino alla sfioritura per cui la prima parte del ciclo vegetativo è andata via molto bene da questo punto di vista. La seconda parte invece è stata tendenzialmente asciutta …. Vediamo il prossimo anno se introducendo interventi in questa direzione possiamo migliorare ulteriormente il raccolto.

Il raccolto (29 Luglio 2018):

dalle mie parti 3 mesi e si raccoglie, le piante sono secche e le patate così sono e cos

Zappa per raccolto patate

Zappa per raccolto patate

ì restano, alla peggio possono solo essere masticare dalle arvicole per cui procediamo alla fase più emozionante …. Scopriamo quanto c’è andata bene o male!

Strumenti: al momento solo una zappa e tanta buona volontà (esistono strumenti da collegare alla motozappa ma francamente ho paura di fare un disastro … mai provati)

Con il terreno secco il risultato in termini di pulizia dei tuberi sarà davvero fantastico … lasciate per qualche ora le patate sul terreno prima di raccoglierle e di metterle in cassette di legno per lo stoccaggio invernale in ambienti bui e freschi. Mi raccomando nei primi giorni post raccolto tenete sotto controllo le cassette di patate per togliere quelle che eventualmente potrebbero iniziare a marcire …. Una patata marcia, a parte l’odore davvero disgustoso, porterebbe a marcire tutta la cassetta in men che non si dica.

Mi raccomando: non lasciate nessuna patata (neppure quelle brutte e piccoline) nel terreno, eviterete così che in primavera vi spuntino piante di patata qua e là …. Sarebbero delle piante sparse con il rischio che non riusciate a tenerle sotto controllo per la dorifora, l’effetto sarebbe di dare un grande spunto libero alla prima generazione del nostro amico coleottero.

Patate rovinate dalle arvicole

Patate rovinate dalle arvicole

 

ideaEd i sacchi di iuta? I tuberi attaccati dai topi ed arvicole non li buttiamo, mettiamoli nei sacchi di iuta per tenerli come semi per l’anno successivo, si mantengono bene ed aiutano a ridurre la spesa per l’acquisto delle sementi.

 

 

 

Quanto siete bravi con la zappa? Io non sono certo infallibile e di patate ne “ammazzo” diverse …. Vabbè in caso di forti decapitazioni si buttano altrimenti mettete da parte ed utilizzatele in cucina nel giro di un paio di giorni … non provate a tenerle come semi … marcirebbero nel giro di poco tempo.

Per le patate blu ne tengo da parte un po’ da fare sementi per l’anno prossimo.

 

Risultati al raccolto:

Veniamo al dunque e tiriamo le somme del risultato: davvero soddisfatto in termini generali, tante patate, molte di buona od eccezionale pezzatura. Tra le varietà sensibili differenze in resa quantitativa e dimensionale.

Patate & C.

L’inizio del raccolto

Per quanto concerne le arvicole posso essere soddisfatto anche da questo punto di vista ho trovato un numero di patate intaccate tutto sommato accettabile … in fin dei conti anche questi animaletti fanno parte dell’ecosistema e se si mantengono in un numero limitato si evita un’esagerata proliferazione che porterebbe a veri e propri disastri in termini di raccolto. Un ecosistema bilanciato ed equilibrato è un sistema stabile, gestibile e soprattutto rinnovabile nel tempo.

Varietà Numerosità patate cavate Pezzatura
Monalisa 3 stelle su 5 2 stelle su 5
Kennebec 4 stelle su 5 5 stelle su 5
Desiree 3 stelle su 5 4 stelle su 5
Liseta 2 stelle su 5 2 stelle su 5
Mix da scarti anno 2017 4 stelle su 5 3 stelle su 5
Blu 3 stelle su 5 3 stelle su 5

La Kennebec si conferma il mio “Top player”

Resa complessiva media: 75-80 Kg raccolti ogni 10 Kg di semina … forse un po’ bassa per gli standard in letteratura ma mi accontento …. compensiamo con la qualità e la salubrità del prodotto.

E la qualità? direi che ci siamo appieno, le patate appaiono esternamente belle, dure, integre e senza evidenti patologie o problematiche. Internamente si presentano compatte, pulite e senza parti nere o presenza di strani animaletti. Per quanto concerne infine l’aspetto di eventuali residui chimici o sostanze nocive? Bhè grande soddisfazione nell’aver portato a termine tutto il ciclo senza alcun intervento della chimica di supporto …. non demoniziamola, ma se si riesce a farne a meno ne guadagnamo tutti … a calcoli fatti anche chi la chimica la produce.

Spunti di miglioramento per la prossima campagna:

  1. Provare a muovere il terreno con la motozappa in inverno per portare allo scoperto gli esemplari svernanti di dorifora … col freddo magari qualcuna ne muore limitando ulteriormente la “generazione 0” che sarà la prima ad attaccare le giovani piantine.
  2. Provare ad effettuare irrigazioni di supporto dopo la fioritura per aumentare la pezzatura anche delle patate raccolte troppo piccole, che forse sono un po’ troppe.
  3. Provare a fare le “novelle” … se qualcuno ha suggerimenti in merito a varietà che meglio si adattano a questo ciclo vi aspetto interessatissimo.

Se avete domande e\o commenti sarò felice di leggerli

Detto ciò ………

…… Buona Campagna a Tutti

Angelo –Ragazzo di Campagna-

P.S. un ringraziamento pubblico e personale a chi mi ha aiutato in questa campagna …. specialmente per semina, controllo della Dorifora e raccolto!

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