Archivio mensile:Giugno 2022

Siccità? Carenza d’acqua? Buttiamola nel cesso!

Lo scenario della gestione dell’acqua ai nostri giorni ha qualcosa di davvero imbarazzante. Gli “amministratori” che quando l’acqua scarseggia si limitano a fare ordinanze per limitarne l’utilizzo o peggio impongono razionamenti ma che poi non fanno nulla per gestire il problema in modo strutturale dovrebbero solo vergognarsi e dimettersi immediatamente, loro e tutti quelli che li hanno preceduti negli ultimi anni. Si perché il problema idrico mica è iniziato quest’anno.  

Il problema va analizzato e risolto da tutti i punti di vista: acqua sprecata, acqua buttata ed equilibrio tra risorse idriche e popolazione.

Partiamo analizzando l’acqua sprecata: la stima di quant’acqua perde la rete idrica nazionale è di circa il 42% che significa 156 litri al giorno per abitante, ergo il fabbisogno di 44 milioni di persone. Quante volte vi è capitato di vedere perdite nelle strade che per giorni e giorni sversano centinaia di litri nell’attesa di un intervento di riparazione? L’acqua è un bene troppo prezioso per abbandonarlo in reti obsolete. Investire in tecnologia e manutenzione (anche preventiva) ridurrebbe notevolmente questa emorragia indecente.

L’acqua buttata. Ma possibile che riusciamo a passare letteralmente da un giorno al successivo da danni alluvionali a siccità? Con tutta la tecnologia di cui disponiamo al giorno d’oggi? La causa non dobbiamo cercarla nei fenomeni atmosferici ma nella miopia di chi ci governa. E se provassimo a trattenere l’acqua quando ne abbiamo troppa per usarla quando ce né poca? Sembrerebbe un’idea banale ed ovvia si, ma non la mettiamo in pratica. Perché io in campagna non ho problemi di approvvigionamento idrico? Sarà un miracolo …. No, non credo. Iniziamo a tenere tutti i bacini laghi, dighe e falde sempre pieni e non “bassi alla bisogna” e poi? Riprendiamo il titolo. Ma è mai possibile che ogni volta che scarico il WC io debba buttare più di 10 litri d’acqua potabile? Questo è proprio da deficienti. Per cui tra tutte le leggi demenziali che il nostro legislatore è campione di creazione perché non provare a farne una intelligente che verrà a vantaggio delle future generazioni? Entro il 2050 tutte le case dovranno dotarsi di sistemi di raccolta acqua piovana da utilizzare successivamente per irrigazione orti e giardini, per lavaggio auto, per riempimento piscine e per usarla nel cesso!! In un colpo solo mitichiamo 3 problemi: acqua da gestire durante piogge e temporali, fabbisogno idrico durante i periodi di siccità e una piccola spinta ad un settore edile sempre in sofferenza.

Le reti idriche del futuro dovranno essere delle reti intelligenti governate da sw che in tempo reale si accorgono di consumi anomali (perdite), che siano autonome nel bypassare i punti di perdita, che prevedano l’insorgenza di guasti e che siano in grado di gestire flussi ed immagazzinamenti in modo predittivo (oggi le previsioni meteo sulle 24 ore hanno un’elevatissima precisione). Non solo, le reti del futuro dovranno essere doppie, acqua potabile ed acqua per usi diversi (quelli elencati poc’anzi) recuperata direttamente dalle acque piovane.

Le reti idriche del futuro potrebbero anche mettere a fattor comune tre risorse di cui in Italia siamo ricchissimi: vento, sole e mare. Eolico off-shore e\o solare termico\fotovoltaico per produrre la corrente per alimentare impianti di desalinizzazione da utilizzare in caso di necessità all’interno della rete idrica.  

Equilibrio tra risorse disponibili e popolazione che insiste su un determinato territorio. Tutte le amministrazioni locali dovrebbero essere obbligate a pianificare seriamente l’urbanizzazione dei propri territori anche in considerazione del rapporto tra acqua disponibile e numero di abitanti. Questi ultimi non possono crescere all’infinito se prima non si pensa a come garantire la disponibilità idrica. Il razionamento non deve essere concepibile e tanto meno accettabile, questa non è la soluzione ma la solita pezza che i nostri governi mettono e della quale si dimenticano al primo acquazzone. Pretendiamo piani di soluzioni vere e che siano autosostenibili nel tempo.